1. WebReevolution: intervista a Lisa Guerrini

    maggio 30, 2012 by Andrea Infusino

     

    Ciao, mi presento :)
    La mia love story con il web nasce nel 2007, quando entro nello staff di un’agenzia web di Rimini, in qualità di copy multilingua (italiano, inglese, francese e tedesco) per curare la linea editoriale e i contenuti di una serie di blog turistici e promozionali. I CMS WordPress e Joomla! mi hanno messo la pulce nell’orecchio… ho scoperto i metatag, mi sono avvicinata al concetto di volumi di ricerca e analisi keyword…ho iniziato a giocare con Google per scalare le Serp…la curiosità e la facile reperibilità di informazioni, notizie, trick online mi hanno portato alla SEO… oggi, a distanza di 5 anni, sono a Milano, professione SEO Consultant in GroupM, una grande multinazionale della comunicazione e sono felice perché il mio lavoro mi appassiona!

    Creatività sul web: il giusto mix tra conoscenza dei competitor e doti innate o puro esercizio di stile?

    La creatività più appagante deve soddisfare, sia il  gusto estetico, sia le esigenze commerciali del cliente.
    Il puro esercizio di stile deve essere limitato e instradato, per dare risalto alle leve del marketing e indurre gli utenti a compiere le azioni volute. Non mi piace concentrarmi  troppo sui competitor, rimango dell’idea che il focus è l’utente. E’ lui che deve trarre la miglior user experience possibile, sito e business ne guadagneranno di conseguenza.
    Mi piace definire questo tipo di creatività, “creatività intelligente e modulabile all’ascolto”.

    Quali consigli ci dai sulla scelta di colori, testi ed immagini per un settore, come ad esempio il turismo, qualora volessimo ottenere un sito creativo?

    Il settore turistico è uno dei settori più competitivi del web e proprio per questo la semplicità e la qualità delle informazioni sono fondamentali. I colori devono essere al massimo tre, con una combinazione di due complementari e due contigui. L’impatto a prima vista deve essere arioso, fresco, per questo consiglio uno sfondo bianco a tutto schermo, con poche limitazioni degli spazi. Le immagini devono avere risalto su ogni pagina, ma anche una gallery di qualità, dedicata e ottimizzata. I testi devono essere informativi, ma con un taglio personale. Come sempre, nei contenuti, la passione e la conoscenza ripagano l’impegno.

    Quanto conta la creatività nel copywriting? E come bilanciare i propri slanci con le specifiche/esigenze del cliente?

    Anche nel copywriting è necessario un tipo di “creatività intelligente e modulabile all’ascolto”. Bisogna capire lo stile del sito, utilizzare un linguaggio appropriato al target, “imparare” il contesto, sezionare le informazioni affinché l’utente possa trovare subito le risposte che cerca, senza perdersi in testi lunghissimi. Naturalmente sul finale, non può mancare una spruzzata di SEO, intesa più come capacità linguistica esaustiva, ricca di sinonimi e termini correlati, che come keyword stuffing.

    Quand’è che la creatività oltrepassa il limite secondo te, e diventa una forzatura?

    La creatività oltrepassa il limite quando mette in secondo piano l’utente e le linee guida SEO, a vantaggio del compiacimento estetico. Un bellissimo sito, emozionale e magari anche originale nei suoi elementi, che non interagisce con utenti e motori di ricerca non è solo una forzatura, è un’occasione persa. Soldi spesi male.


  2. WebReevolution: intervista a Valentina Lepore

    maggio 28, 2012 by Andrea Infusino

     

    Ciao Andrea e grazie per quest’intervista, visto che parliamo di Twitter la mia bio non può che essere in 140 caratteri:
    Un mare di passioni, di manuali non letti e sguardi trasognati all’Amélie. Parole, scarabocchi e ossimori: ingegnera, ma solo sulla carta.

    Non userò definizioni ed etichette in inglese per definire la mia biografia e le mie attività. Ti racconterò soltanto che da una grande passione per la scrittura, quasi per caso, ho iniziato a lavorare prima come redattrice seo e poi, poco alla volta, mi sono avvicinata al mondo dei social network.
    Mi sono iscritta a Twitter per avere tutti i requisiti richiesti in un colloquio, ma non avrei mai pensato che potesse diventare parte integrante, se non fondamentale, del mio lavoro. #Einvece…

    Quindi se dovessi citarti la mia case-history di successo preferita, credo che questa sia la migliore: aver ri-trovato le mie passioni nel lavoro e aver fatto del mio lavoro una passione.

    Una piccola soddisfazione recentissima è stata (contribuire a) portare l’hashtag #gtstudy nei Twitter Trend italiani per la prima volta, durante il primo GT Study 2012 di Giorgio Tave a Napoli: punzecchiando un po’ la platea, all’inizio timida su Twitter, abbiamo fatto un bel lavoro di squadra!

    Alla fine Twitter non è il successo di un singolo, ma la capacità di intercettare e coinvolgere curiosità, voglie e il sentire delle persone che sono all’ascolto (in questo caso in lettura).

    Perchè Twitter non può mancare in una strategia social?
    Qual è la forza di Twitter e come può esser spesa per la visibilità?

    Non è detto che Twitter non possa mancare in una strategia social. Anzi, trovo sia fondamentale non ostinarsi, valutare attentamente quali sono le caratteristiche del proprio progetto e decidere con onestà e realismo quali obiettivi si vogliono raggiungere, prima di approcciare i social network.

    Ci sono situazioni in cui Twitter può non fare al caso nostro e risultare solo una perdita di tempo e risorse: pazienza, ci sarà qualcos’altro di più adatto al nostro progetto.

    In generale, Twitter non può mancare quando la voglia e la necessità di comunicare non mancano: che si tratti di una persona/brand/azienda credo che questo sia il requisito fondamentale per non farsi mancare Twitter.

    Solo a partire da tale presupposto ci si può chiedere poi perché Twitter non può mancare in una strategia social.

    E penso che i motivi, al di là della specificità di ogni caso, siano questi:

    • È lo strumento migliore per rimanere informati in tempo reale e sapere cosa dicono, pensano e di cosa discutono le persone (ovviamente familiari al mondo digitale)
    • È diretto e personale, arriva dritto alla fonte del messaggio e permette di saltare tanti passaggi intermedi, che spesso arrestano la comunicazione (pensate al servizio assistenza di una multinazionale, alla reception di un hotel o ad un manifestante in un corteo).
    • È rapido e perfetto se si ha qualcosa da dire agli altri, se ci sono argomenti a cui si tiene e su cui ci si vuole confrontare e mettere in discussione. Con Twitter la condivisione della conoscenza è semplice, veloce ed essenziale.

    Come consideri il rapporto follower/following? E alla luce dei Social Signals ammessi, ormai, dai motori di ricerca?

    Qualità vs quantità è l’eterna questione. Non dovremmo starci troppo a pensare: la risposta al volo è facile ed è… quantità. Vuoi mettere che bella figura avere millemilamilioni di follower e 0 following? Diventeremmo all’istante i re di Twitter (o le regine).

    Ovviamente sto scherzando, prima che mi vengano a prendere per nascondermi da qualche parte e non farmi parlare ad alcun evento! :)

    Credo ci siano delle tappe inevitabili quando si approda su Twitter.

    All’inizio il rapporto follower/following sarà sbilanciato verso i following, perché è normale, muovendo i primi passi, che ci si apra alla scoperta degli ‘altri’. Passerà poi del tempo prima che la situazione si equilibri e ci si trovi nella situazione opposta. Il tutto dipende da come si agisce quotidianamente.

    Mi capita spesso di vedere numeri abbastanza equilibrati, ma, nel caso di account “importanti” o con grandi numeri, credo sia fisiologico che i following siano inferiori rispetto ai follower, anche di alcuni ordini di grandezza. Questo perché account autorevoli possono avere molto da dire a tante persone, le più disparate, ma aumentando questo numero aumentano, secondo me, anche le possibilità che l’interesse non sia reciproco.

    Di tutte le casistiche, quella che trovo più sgradevole è quella in cui i following sono a 0. Torniamo ai punti della domanda precedente: perché dovrei seguire un account che non è interessato a nessuno?

    Da cosa dovrei capire che quell’account ha voglia, prima ancora che di comunicare, di ascoltare?

    Ancora più sospetto è se, oltre a non seguire nessuno, quell’account è seguito dai sopracitati millemilamilioni di persone che però.. non parlano con l’account!

    Insomma, la morte comunicazione è l’unica cosa definitivamente da evitare su Twitter.

    Arriviamo dunque a ripetere ancora una volta il mantra di questo social network: non conta la quantità, ma la qualità di contenuti e interazioni: citazioni, risposte, retweet…non mi stancherò mai di ripeterlo, conversazioni!

    Il numero grande da solo riempie l’ego, ma non ci rende interessanti alle persone, figuriamoci ai motori di ricerca.

    Quali strumenti e KPI da tenere in considerazione per valutare l’efficacia di un investimento su Twitter?

    KPI, ROI…gli acronimi sono come i draghi che imprigionano le principesse: tutti li temono e tutti li cercano per affrontarli. Ci sono un mucchio di informazioni in rete che riguardano il monitoraggio dei social network e la misura del ROI per determinare il successo delle attività sui social media.

    Dal mio punto di vista per misurare la propria efficacia su Twitter c’è un parametro semplice ed essenziale: misurare se qualcuno sta prestando attenzione a quello che si dice o no. Facile!

    Superato questo spartiacque ovvio ma non banale, ci potremo confrontare con metriche e parametri più dettagliati.

    A mio parere, possono essere 4 gli aspetti da considerare per capire se le nostre azioni su Twitter stanno funzionando, e sono:

    • La crescita di una community intorno al nostro account e quindi al tema che lo riguarda
    • Engagement/conversazioni: la community interagisce? Partecipa? Come si comporta?
    • Traffico: le azioni e interazioni su Twitter sono veicolo di traffico verso il nostro sito/blog/ecc?
    • Conversioni: riusciamo a far compiere azioni a chi ci segue?

    Il quinto aspetto, bonus: ci stiamo divertendo (noi e i nostri followers) mentre facciamo tutto ciò? ;)

    Come scegliere il giusto Social Media Team o Consulente orientati su Twitter?

    Se possiamo essere noi stessi il nostro social team, o qualcuno all’interno, ad esempio, della nostra azienda, tanto meglio! Affidare ad estranei la gestione di uno strumento così diretto e di conseguenza delicato può essere un rischio.

    Se però abbiamo necessità di scegliere una figura esterna, più che un esperto di soli numeri e teorie, consiglierei di scegliere una persona che per affinità, curiosità e passione sia vicina ai temi che vogliamo trattare sui social. Le nozioni si fa sempre in tempo ad apprenderle, l’empatia, la sensibilità, la capacità di ascolto e coinvolgimento e la voglia di sperimentare sono invece doti rare che non è spesso possibile trasmettere. Cercate quelle!

    Non mi resta che salutarvi e ringraziarvi, non prima di avervi invitato al WebReevolution a Roma il 16 giugno. Vi parlerò ancora di Twitter e di tutti gli strumenti che non possono mancare per lavorare al meglio su questo social network. E se nel frattempo capite che ci faccio in mezzo a tutti questi che io chiamo con affetto “guru”… fatemi un tweet @valijolie! ;)


  3. WebReevolution, io ci saro e ti spiego perche

    maggio 20, 2012 by Andrea Infusino

     

    E’ innanzitutto senza ombra di dubbio che una delle realtà più attive e visibili nel panorama web, tra le altrettante autorevoli, sia Lo staff di GT Idea.

    Stavolta ne hanno inventato un’altra: grazie al solito binomio che caratterizza gli eventi. Professionalità e freschezza. Sto dicendo che mi sono quasi innamorato del WebReevolution, già guardando il programma, le tematiche e i relatori puoi renderti ben conto del perchè.

    Come sicuramente saprai, il mondo del web viaggia a ritmi molto incalzanti e spesso mi chiedo quanto spazio dò alla formazione professionale e all’aggiornamento in relazione delle mie operatività lavorative e del tempo a mia disposizione.

    Beh la risposta è molto semplice: il tempo che dedichiamo a noi stessi è sempre poco. E’ perciò poco il tempo che dedichiamo alla nostra formazione che a volte, come dicevo, per ragioni oggettive è tale.
    Ma in una sola giornata, hai a disposizione la possibilità di concentrare -in una splendida location- formazione, confronto e crescita personale/professionale grazie al WebReevolution partecipando il prossimo 16 Giugno.

    Ognuno di noi ha bisogno di un maestro nella propria vita, o di una guida. Ritengo il WebReevolution il momento in cui si concretizza il soddisfacimento di questo bisogno: che tu faccia SEO, SEM, Turismo e che tu sia alla ricerca degli strumenti per migliorare il tuo lavoro, non può prescindere allora la tua presenza a questo importantissimo e ricco evento!

    Se sei alla ricerca di un evento formativo competitivo ed innovativo, se sei alla ricerca di un’unica giornata formativa dove apprendere nozioni al passo coi tempi da relatori illustri, se sei oberato di lavoro e vuoi massimizzare il tempo a tua disposizione non per questo perdendo in qualità, e se infine vuoi tutto questo ad un prezzo vantaggioso, ALLORA prenota subito per approfittare di tutto questo e dello sconto EXTRA!