marzo, 2011

  1. Aggiornamento +1, si aprono le porte ai Social Signals… o?

    marzo 31, 2011 by Andrea Infusino

    E’ già da alcuni mesi che ci si concentra e confronta nell’ambito seo e social media riguardo l’impatto dei cosiddetti “social signals” sull’indicizzazione, crawling e posizionamento delle pagine web. I social signals non sono altro che quelle azioni di gradimento e condivisione che gli utenti fanno sulle più note pattaforme sociali come Facebook e Twitter.
    La lotta si sta svolgendo tra 3 principali player: Google, Bing e Blekko.
    In sostanza essi rilevano la presenza di un ReTwit o un Like e lo mostrano all’utente trasmettendo un’idea di affidabilità e riprova sociale del contenuto ReTwittato o Like-ato con un conseguente impatto potenziale sul CTR organico.

    Il buzz che si è generato attorno a questa tematica, che verte sostanzialmente sulla possibilità di indivduare un utente per mezzo del proprio profilo e quindi da LOGGATO in una delle suddette piattaforme, ha spinto molti specialisti ad intervistare i rappresentati dei motori di ricerca e testare questi social signals, ricavando dati discordanti.
    Google, che ha sempre “marciato” sui suoi 200 fattori che concorrono al posizionamento, sembra essere indietro nell’ambito social, tant’è che buzz, google profiles, wave e altri… sono progetti che non sono riusciti a scalfire colossi come Facebook, e vuole ora recuperare introducendo una serie di modifiche al suo algoritmo.
    L’ultima modifica RILEVANTE è per l’appunto questo fantomatico “+1” che sarà presto online nel mercato USA e poi conseguentemente in quelli di tutti gli altri paesi.

    Visto che mi sono dilungato già abbastanza, spero almeno in modo esaustivo, vi giro una serie di articoli dei blog ufficiali di Google che illustrano le potenzialità di questo strumento sui vari prodotti google: organic, adsense e adwords:
    - http://adwords.blogspot.com/2011/03/1-button-adwords.html
    - https://adwords.google.com/support/aw/bin/answer.py?hl=en&answer=187588
    - http://adsense.blogspot.com/2011/03/1-to-great-web-content.html
    - http://googleitalia.blogspot.com/2011/03/1-i-suggerimenti-giusti-al-momento.html

    Cosa ne pensi di questo nuovo +1 di Google?


  2. Google Panda: cambiare tutto per non cambiare niente

    marzo 31, 2011 by Andrea Infusino

    Oggi voglio proporvi una mia riflessione, accompagnata da alcune valutazione e traduzione di un articolo letto sabato scorso in cui il CEO di Blekko fà delle affermazioni sugli gli ultimi aggiornamenti all’algoritmo di Google tesi, almeno sulla carta, a ridurre lo spam e a migliorare la qualità dei risultati di ricerca.

    In particolar modo, non essendo stato colpito duramente dall’introduzione di Google Panda e dal precedente aggiornamento circa le Content Farm, mi sono ugualmente soffermato a vedere quali fossero i cambiamenti all’interno delle SERP di mio interesse lavorativo e personale. E’ così che ho notato praticamente un rispasto parziale, forse perchè ad oggi Google deve completare di estendere le modifiche anche all’Italia, ma che non ha migliorato le mie personali ricerche ed ecco che leggendo di qua e di là imbattuto nell’articolo che parla dell’intervista a Skrenta, mi sono ritrovato nelle sue parole. Nel completo anominimato vi posso assicurare che tra gli altri, però, ho un esempio di un sito che sto seguendo giornalmente e che si è visto scavalcare da blog e siti di scarsissima qualità, e dubbia utilità, che in alcuni casi sono pieni di errori 404 o 500 già nell’homepage. Non potendo proseguire, per ovvie ragioni, questo non ha fatto che acuire la mia delusione verso Google e spingermi a pubblicare le parole del CEO di Blekko, motore di ricerca che in materia di spam nel suo “piccolo” sembra dare risposte di gran lunga più decise ed evidenti.

    Dall’intervista “Google’s Garbage Search Results Are Not Going Away” si leggono alcuni passi molto importanti, quali:

    • Google ha soltanto mischiato le carte: Google non ha rimosso manualmente nulla. Gli spammer ci sono, solo che si trovano in altri posti.
    • Google non riesce a filtrare i link inseriti artatamente nei commenti e le compagnie SEO conoscendo questa cosa la sfruttano per i siti dei propri clienti (ed è verissimo, tant’è che tempo fà vi ho svelato alcuni link di spam anche in italiano che comfermano quanto poco white hat nella pratica ci sia!)

    Le affermazioni proseguono, nella sezione dell’articolo dove il BusinessInsider intervista Skrenta, attaccando duramente le posizioni e gli aggiornamenti di Google basandosi su esempi come eHow, sito che Blekko ha invece ripulito dal suo indice, che ha guadagnato posizioni come anche Expert-Exchange, siti che a livello di ottimizzazione SEO hanno raggiunto i primi posti ma che al loro interno non offrono veri e propri contenuti ma solo modalità a pagamento. Skrenta, aggiunge, dice: “noi li abbiamo rimossi”.

    E’ evidente un aspro conflitto che si gioca a suon di tecnicismi: ma qual è la linea di demarcazione tra competizione e reale critica agli aggiornamenti di Google? Qual è la tua esperienza dopo questi aggiornamenti?
    I tuoi sforzi SEO saranno ripagati o no dopo gli aggiornamenti?


  3. Al QR-Code non si comanda

    marzo 30, 2011 by Andrea Infusino

    Non è una tecnologia ancora molto diffusa ma il QR-Code è sicuramente pronto ad essere utilizzato largamente per le campagne di promozione offline/online. La prima considerazione da fare è quella sugli utilizzatori. Essendo una tecnologia Mobile, rispetto all’universo degli utenti bisogna restringere il campo a quelli che possiedono e usano abbastanza bene il proprio smartphone, a questi togliere coloro i quali non hanno un’applicazione per la lettura dei QR-Code… ci ritroviamo di fronte ad uno scenario che non offre un ampio respiro e di certo non dei più maturi!

    Ma fatte le doverose premesse è importante sottolineare che l’ascesa delle applicazioni mobile e l’uso in versione mobile che si fà di una serie di servizi e applicazioni che hanno a che fare col web, fanno ben sperare affinchè la tecnologia possa far esplodere l’utilizzo dei Qr-Code, anche in Italia. Alcune impressioni, per il mercato statunitense, possiamo leggerle nell’articolo “How Effective Are QR Codes Anyway?” dove appunto si parte facendo una giusta scrematura dei dati.

    Con la prsente riflessione, però, non voglio frenare il vostro entusiasmo in questa tecnologia nè tantomeno il mio: spesso mi chiedo se queste tecnologie non possano realmente mutare la visione delle piccole e medie aziende, dandogli un motivo in più per promuovere i propri prodotti sotto una nuova veste e combattere una crisi che ormai ci accompagna da tempo e ha le sembianze di una fidata amica!

    Surfando per il web, infatti, ho trovato alcuni possibili utilizzi del QR-Code che hanno stimolato la mia fantasia e che potrebbero stimolare la vostra, anche solo per la creazione di un biglietto da visita “alternativo”. Il vantaggio di usare una tecnologia emergente è quello di fare la differenza, mantenuta ed affermata se ci credi veramente e lo fai con spirito propositivo ed orecchie aperte.

    Mentre il QR-Code si affermerà sempre di più diventando nativo per i nostri dispositivi mobili e cellulari potremmo usarlo:

    1. alla fermata dell’autobus: per avere informazioni in tempo reale sulle fermate, ma anche per proporre un bar o un ristorante nelle vicinanze
    2. come approfondimento delle opere d’arte: per visualizzare maggiori informazioni sull’opera e l’autore
    3. su cartelloni pubblicitari o stampe di vendite speciali nei negozi
    4. che attivano link di aggiornamento o invio materiale informativo
    5. su prodotti, per indicarne composizione, prezzo, qualità e maggiori info
    6. sul packaging dei prodotti
    7. nei meetings, per fare un signin elettronico
    8. nelle riviste e nei giornali, per approfondire l’argomento tramite link dell’articolo in formato web e leggerne i commenti
    9. nei concerti ed eventi artistici, per avere un approfondimento sui brani e sugli artisti
    10. per collegarsi ai profili social di un utente o come immagine per il proprio biglietto da visita (ad esempio grazie a http://www.youscan.me/)
    11. nella propria struttura per dare alcune info, dritte e risorse su cosa visitare e come spendere la permanenza in un luogo (come fare il check in di Foursquare da Qr-Code con http://www.quiqr.it/)
    12. in una presenzazione/lezione, ad esempio nell’ultima slide per fornire il link al proprio LinkedIn o alla versione scaricabile del documento
    13. per fare opposizione pacifica, proprio in virtù della loro non diretta leggibilità e attuale diffusione
    14. in video o riproduzioni multimediali
    15. come immagine su Google Maps o dei profili personali dei Social Networks

    Questi sono solo alcuni degli utilizzi che si possono fare, sicuramente la fantasia e un buon mix tra offline – online passando per mobile può autare ad incrementare l’elenco a dismisura. Sebbene sia una tecnologia già nota, leggasi anche non sto scroprendo niente scrivendo questo post, mi piacerebbe veramente che si valuti a larga scala l’uso di questo particolare codice.

    Ad esempio non ho menzionato nell’elenco alcuni usi che si potrebbero fare nelle Pubbliche Amministrazioni o servizi per i cittadini: siete d’accordo o no sul fatto che alcune tecnologie come il mobile e ciò che ne deriva può aiutare ad abbattere file, costi e disservizi?
    E’ una domanda retorica e utopistica, anche perchè ci si deve confrontare con la gente e laloro affinità con questi strumenti, ma partendo da applicazioni commerciali si può certamente preparare il terreno. Ad esempio nella mia città, Cosenza, ho difficoltà a trovare persone che usano abitualmente Foursquare, così come l’esposizione del simpatico sticker che viene dato ai proprietari delle Venues, per non parlare dei Deals (anzi uno l’ho trovato in Calabria, ed è situato sul mare, ma sta a voi trovarlo!). C’è crisi è vero, ma perchè non investire in una consulenza che si muove verso queste nuove tecnologie piuttosto che continuare con noiosi, ripetitivi e fastidiosi volantini? -che hanno una loro utilità, ma bisogna ascoltare il cambiamento-. Quindi l’uso del Qr-Code potrebbe innanzitutto creare attenzione nei clienti, che non sono abituati magari a trovare elementi grafici del genere in una panetteria o una gelateria, insergnare loro cosa sono e a cosa servono, crei un rapporto con i clienti e instauri una conversazione magari breve ma la instauri, ed usare questo mezzo per far scoprire delle particolarità della propria attività.

    Un ultimo punto a mio avviso importante è che solitamente un Qr-Code è una risorsa statica, ovvero viene creato un codice che rimane quello nel tempo. Per questa ragione è importante studiare a monte cosa vai ad inserire in quella codifica, perchè potrebbe non rappresentarti più o potrebbe includere risorse in disuso o che si sono spostate o evolute nel tempo. Quindi appiccicare uno sticker su una superficie di cui non hai controllo potrebbe veicolare l’ignaro utilizzatore verso qualcosa di inesistente o peggio ancora di deprecato (leggi anche una pagina ad un’offerta modificata o non più attiva in quel momento), frustrandolo.

    Per concludere vi segnalo, e consiglio di provare, due utili risorse per sviluppare l’uso dei Qr-Code:

    1. Nella sua versione base Free possiamo avvalerci di http://www.mycod.es/ per rinfrescare il nostro Qr-Code.
    2. Se poi, meglio ancora, possiedi una pagina fan su Facebook usa http://www.likify.net/ un genratore di Qr-Code per fare MiPiace sulla tua pagina!
    3. Ricorda che per un uso efficace è necessario che la persona abbia una connessione internet sul proprio cellulare, o che gli venga fornita nei tuoi locali ;)