maggio, 2011

  1. Now he sings, now he Twits

    maggio 30, 2011 by Andrea Infusino

    Molto ricercata e particolare la mia citazione al vecchio album di Chick Corea (Now he sings, now he sobs), che ci ricorda un periodo di transizione molto importante nella storia del jazz moderno, ovvero le influenze di maggiore comunicazione ed interplay tra i musicisti che hanno ormai imparato a rompere gli schemi.

    Così come, per me, è un pò Twitter: uno strumento che come ho avuto modo di dire più volte in passato rappresenta la pancia del nostro paese, in generale degli internauti di tutto il mondo: quelli più acculturati e appassionati di web, almeno. E soprattutto la possibilità estemporanea di dare vita a flussi di comunicazione che si sono autoalimentati e che hanno avuto un loro ciclo di vita: un sistema che ha forma e argini ben precisi, codificate nelle regole della comunicazione e dell’interazione.
    Dopo un periodo di pausa quindi, irrompo anch’io a voi per fare il punto su un set di aggiornamenti rilasciati nei giorni scorsi che spero porteranno presto a funzionalità più corpose e più attese, come le Brand Pages e le Analytics estese anche ai non advertiser.

    In sostanza sto parlando della nuova visualizzazione dei suggerimenti, in cui fà capolino il discorso di riprova sociale. Infatti ora la piattaforma nel suggerire un utente da seguire inserice i contatti in comune:

    Ed una novità che su Facebook ha ricevuto molti consensi, essendo attesa e aggirata in modi estremamente contorti a volte: la notifica dei ReTweet ricevuti o se inserisce nei preferiti un nostro messaggio.

    Sebbene la prima possa essere accolta con maggiore disinvoltura chi ha un ampio bacino d’utenza e un sufficiente seguito dei propri tweets si sarà ritrovato la propria casella di posta intasata di messaggi. Sebbene questo possa rappresentare un primo ostacolo un pò “spammoso” ritengo che la notifica in sè non sia un elemento negativo, perchè ad esempio una perona che si ritrova a gestire più profili potrebbe trarre giovamento da un sistema di questo tipo perchè potrebbe forse rilassarsi qualche attimo in più, tra una menzione e l’altra, concentrando la propria attenzione solo a momenti ristretti dello stream (che già è supportato dagli strumenti di social mentions e di monitoraggio di profili multipli…).

    Da un lato questo potrebbe significare “ok, uso uno stream automatico per i messaggi e la invio senza controllo, e quando ricevo un messaggio di retweet vado a vedere cos’è successo”. Beh a me naturalmente verrbbe da dire che sarebbe figo avere una notifica anche quando si riceve una menzione (cosa accadrebbe di venerdì con il #FF? :D ) però se così fosse il sistema potrebbe indurre  a liasciare un pò al proprio destino il profilo. Alla base c’è sempre una scelta di fondo: orientare il proprio profilo ad essere un “news provider” piuttosto che un profilo sociale in senso stretto.

    Una novità che potrebbe recuperare ai miei sospetti di disumanizzazione dei social networks è quela di poter visionare gli stream dei propri contatti in modalità particolari: andando su un profilo di un nostro follower possiamo scelgliere Following->Visualizza come cronologia, ovvero lo stream dell’utente. Cosa può accadere? Che da questa visualizzazione tu possa trarre maggiori informazioni da come il nostro amico vede Twitter e quindi capire in base a quello che segue e alle sue attività, quali sono i suoi gusti, le sue attitudini ed entrare più a fondo negli argomenti che lo appassionano. Non ultimo poter vedere come il nostro feed penetra nel suo stream, quindi capire se i nostri messaggi sono troppo frequenti lo so sono troppo poco. Ad ogni modo se volete prendere spunto da questa funzione per seguire nuove persone, Twitter ha introdotto un link che vi rende la vita facile, ad esempio:

    Una certa vena di casualità non fà mai male: è a questo proposito che entra in gioco la funzione Stumble, loclizzata in alto a destra del layout di un nostro follower. Cliccandovi sopra possiamo salterellare, come farebbe un uccellino da un ramo all’altro, di qua e di là sui profili :)
    Ecco come apprare la funzione sul profilo di un mio contatto Twitter: vedete l’iconcina e il puntatore in alto a destra dell’immagine?


  2. Un passo avanti e due indietro = Google Panda Update

    maggio 8, 2011 by Andrea Infusino

    L’aggiornamento Google Panda continua a suscitare interesse nel mondo del web e del traffico online, pur non avendo ancora impattato in alcune lingue piuttosto che aver fatto già abbastanza vittime in altre.

    A quasi un anno dal Google Mayday Update, sembra che ad ogni passo in avanti di Google corrispondano due passi indietro, trovando seguito sorapttutto nello sconforto e nel malcontento dei webmasters di grandi e piccoli siti.
    Quello che più di ogni altra cosa mi ha fatto impressione negli ultimi mesi è la disorganizzazione e l’insuccesso delle mosse di Google, che da un lato sembra non essere al passo coi tempi -vedi i social signals-, o arrivare in evidente ritardo su questioni che alcuni credevano già consolidate -come lo spam nell’indice e i risultati di ricerca non soddisfacenti, ancora ben visibili per molte query in diverse lingue-.

    Leggo così dell’articolo di WebProNewsGoogle Panda Update Advice” in cui vengono riprese alcune le che il webmaster dovrebbe farsi per sapere/capire se il Google Panda Update potrebbe ferirlo più o meno profondamente. Va bene guardare le cose da una prospettiva più ampia e coinvolgere così più livelli di competenza, ma credo si esageri quando in risposta ad un aggiornamento algoritmico l’unica cosa che uno può fare è porsi delle domande abbastanza banali. Mi sembra un ulteriore tentativo di spostare l’attenzione dal problema della qualità che ormai sembra affliggere i grandi colossi del web: quasi come se l’algoritmo di posizionamento fosse un’entità a sè stante che a partire da una serie di fattori decidesse da sè il risultato finale. Mi chiedo quindi se Google non sia diventato così complesso da esser sfuggito dalle mani dei suoi stessi creatori. Non riesco a darmi altre spiegazioni al trambusto che accade ogni volta che viene rilasciato un aggiornamento e alle lamentele che i webmaster onesti ogni volta si ritrovano a ripetere in questo o quel forum di supporto. Per non parlare delle segnalazione di spam o di violazione dei diritti d’autore che sempre più spesso sembrano rimanere inascoltate.

    Ad esempio, che senso ha la domanda “Would you trust the information presented in this article?“. Quando un SEO, interno o consulente, spinge il proprio cliente/azienda a creare un’attività editoriale per il proprio sito, la prima cosa che fà è costringerlo a generare contenuti di qualità ed originali, a stare attento all’attività di programmazione del codice, alla qualità del server e all’importanza dei links.
    Una domanda del genere a me suona offensiva, perchè se un sito vedesse il proprio traffico dimezzato pur rispondendo in tutta onestà e consapevolezza a questa domanda con un “SI“, in quale angusto posto del web potrebbe trovare la risposta ai suoi problemi? E l’azienda stessa, considererebbe a mio avviso fallimentare l’operato di quella strana figura che millanta conoscenza un pò tecnica un pò da blogger che ha fatto perdere soltanto tempo e soldi. Dietro un sito sono presenti numerosi ed indistubili teorie e segnali di performances e qualità, che a mio avviso potrebbero essere penalizzate da un motore di ricerca nel momento in cui riconosce una certa evoluzione/stato del web ma sono necessarie risposte concrete. Di fatto è da quando è nato il web che se un sito ha contenuti di qualità ha un seguito maggiore, più e migliore traffico -in termini cinici-.

    Se volete continuare a farvi quattro risate, ecco il post originale… “More guidance on building high quality sites” (Leggete i commenti al post, ad esempio).
    Se volete leggere qualcosa di più serio, invece, ecco il post “Google Panda Update survival guide” di WordTracker.


  3. Google inserisce links nella description dei siti di News più autorevoli e non solo…

    maggio 4, 2011 by Andrea Infusino

    Che sia uno scherzetto di questo nuovo e atteso amico di Google Panda? Sarà, ma quello che alcuni webmaster rilevano stamattina è una novità molto interessante, sorpattuto per i siti più autorevoli sorgenti di notizie: l’inserimento di links nella description alle pagine di news.

    Ho fatto un’analisi dei siti per i quali appare la funzionalità e tra essi ho individuato innanzitutto siti come Corriere.it, Repubblica.it, ilsole24ore.com ed altri. Ecco uno screenshot preso da lla query http://www.google.it/search?hl=it&q=repubblica.

    Quelli che sono i fattori che accomunano i siti con questa funzionalità sembrano essere:

    1. la presenza di argomenti caldi distribuiti nel tempo, da pochi minuti a qualche giorno a ritroso, come ad inserire quelli che sono gli url più cliccati, più visitati, più letti incrociati con i trend attuali di ricerca
    2. non ho al momento notato un qualche snippet di codice particolare o la presenza di una sitemap specifica che faccia considerare quei links dei privilegiati
    3. Un alto Pagerank della home, che per quanto possa valere come metrica, possiamo considerarlo come un primo indice di affidabilità del sito, vedremo però che non è sempre così.

    Andando oltre ho cercato di vedere se anche altri siti di news, oltre quelli evidenziati e più noti, ad esempio del settore tecnologico, potessero darmi maggiori elementi.

    Ho analizzato alcuni siti e rispondono all’appello Punto Informatico e Wired.com. Non succede, ad esempio, per Wired.it pur avendo un alto e consolidato trust!

    La mia curiosità si è spinta giusto un pò più in là, cercando la cosa anche su Google.com, mostrandomi un qualcosa a me ancora non noto. Eccola:

    Google.com da non loggato su Chrome

    Per altri sviluppi ed approfondimenti, potrete leggere di più su questo post di My Social Web che ha notato la stessa cosa: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150165236891157&set=a.10150163683746157.298002.76277666156&type=1&comments