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  1. Scoprire i guadagni AdSense dei tuoi competitor con Blekko.com

    gennaio 4, 2011 by Andrea Infusino

    Quello che mi ha sempre affascinato, colpito ed incuriosito è stato il campo delle revenue generate dal traffico degli utenti.
    Gestire un sito e promuoverlo al meglio è un’attività molto impegnativa e delicata: dietro alla realizzazione di un progetto web c’è uno studio approfondito di quello che il sito deve rappresentare, quello che il sito deve trasmettere, in funzione delle esigenze dell’azienda che lo richiede/sviluppa e di quello che i navigatori si aspettano di trovare su di esso.

    La reputazione di un sto web, detto anche TrustRank, è un argomento delicato che passa attraverso dei parametri non puramente calcolabili o misurabili, così come l’era del social ci sta abituando a considerare. Infatti, penso che nella storia di ciascuno di noi, internauti più o meno esperti, ci è capitato di navigare su siti che basano i propri guadagni sulle pubblicità, totalmente o in parte. Tant’è che la pubblicità online è stimolo di guadagno per blogger più o meno professionali, editori e aziende.

    Ad esempio l’acquisizione di un sito web da parte di un’azienda può essere motivo di sospetto da parte degli utenti abituali di un sito, in quanto dietro un’acquisizione oltre agli accordi commerciali, potrebbero esserci cambi di rotta editoriali, collaboratori storici che vanno e vengono, franchi tiratori e, ultimo ma non meno importanti, interessi pubblicitari. Programmi come AdSense di Google sono infatti noti e al centro di una vasta gamma di attività editoriali sul web, come fonte di guadagno discreta ed intelligente, mostrando link o banner che vi fanno guadagnare con i click. Nulla di più semplice.

    E’ perciò in questo scenario che le aziende medio-grandi del settore editoriale, così come network di blogger, hanno la necessità di pianificare in pubblicità, segmentando accuratamente il proprio target di utenza e studiando tutti i metodi più remunerativi sui posizionamenti AdSense e delle pubblicità in generale: non per “fregare” il navigatore, ma non v’è dubbio che l’occhio umano incide sulle azioni intraprese e queste azioni se incentivate sono fonte di reddito. (breve nota: che esistono studi e strumenti come le mappe di calore o i link overlay, che servono proprio a capire le aree calde -più cliccate- delle pagine e a riposizionare la pubblicità all’interno dei templates).

    La corsa ai guadagni passa anche attraverso la fondamentale attività di studio dei competitors, necessario per capire in quale direzione sta andando il nostro segmento e quali sono le linee guida dei suoi leader il tutto volto alla ricerca di nuove strategie per aumentare visite e pageview, che sono il fondamento della popolarità di un sito e anche della pianificazione pubblicitaria online perchè maggiore è il numero delle pageview, maggiore saranno le volte che un certo messaggio pubblicitario viene mostrato ai visitatori. Maggiore è il rapporto Pagina Visita, più profonda e di qualità è la navigazione degli utenti che quindi sono interessati dai contenuti e più propensi a fidarsi del brand -arduo lavoro delle redazioni/SEO/capi redattori!-.

    Uno strumento per capire come si muovono i nostri competitor è rappresentato da una nuova feature di Blekko.com. Grazie al comando /adsense=ID_PUB è infatti possibile venire a conoscenza di tutti quei siti che contengono pubblicità AdSense da quel publisher passato per ID e così stimare la loro presenza su network sui quali non ci saremmo aspettati di trovarli, capire la loro presenza su siti in corso di acquisizione e con l’aiuto di altri strumenti, supporre un certo introito di revenues.

    Se avete già letto qualche mia riflessione su Blekko avrete notato come sto cercando di seguire quanto più possibile le sue mosse: non fosse altro che esso rappresenta uno delle ventate d’aria fresca più sostanziosa nel panorama ormai monopolistico della ricerca web. Per quanto i “minori” possano sforzarsi di includere aggiornamenti social, funzionalità, grafica e accordi con quel social network o con quell’altro, Blekko.com è una marcia in avanti.
    Lo è anche stavolta, secondo me.

    Sebbene i fattori di ranking e di crawling del suddetto motore di ricerca non siano ancora stati nemmeno in parte svelati, ci sono delle novità rilevanti che non si può far a meno di notare ed analizzare.

    Con il beneficio di un certo margine di arrotondamento, dovuto alla comprensibile stima di volume di traffico di uno o più siti cui è applicato il comando, /adsense=ID_PUB permette, come detto, di vedere la copertura AdSense su più siti dato un publisher ID.
    A rendere questo comando eccezionale, già di per sè innovativo visto che da quanto mi risulti non c’è questo comando sugli altri motori di ricerca,  è la possibiltà di conoscere la diffusione degli annunci pubblicitari ed incrociare con strumenti come Google Trends for Websites e Google AdPlanner i rispettivi dati di traffico, fissare una cifra di guadagno per click e con qualche banale moltiplicazione avere almeno un’idea di quanto un sito, o più di uno, possa generare.

    Ma credo si possa andare oltre se questo lavoro venisse svolto con l’aiuto di un collega commerciale, con esperienza sulla pianificazione pubblicitaria e sulla copertura AdSense dei siti.

    Un’informazione aggiuntiva può essere ricavata se, avendo in essere contratti di collaborazioni o service con dei consulenti/aziende esterne, verifichiamo la presenza di ID_PUB esterni nei nostri siti e se questa pratica viene perpretrata su altri siti esterni ai nostri accordi/network. Informazione non banale visto che spesso capita di trovare dei format rubati e riutilizzati con un mezzo logo fasullo diverso o magari lo stesso in lingua diversa -con i contenuti semplicemente tradotti da quelli originali e pagati per tali-.

    Spero al motore di ricerca Blekko.com di continuare questa scalata nelle funzionalità e di non venir schiacciato dalla concorrenza più o meno sleale dei suoi rivali commerciali, così come di non attirare le ire di player editoriali influenti nel settore web, come è capitato ai meccanismi di Google News, e venir tacciato da utile strumento di analisi ad arma inquisitoria o peggio ancora blackhat!

    Si leggono commenti negativi di webmaster preoccupati dall’attività di Blekko.com: su webmasterworld http://www.webmasterworld.com/google_adsense/4247326.htm si legge proprio di un problema di privacy legato al crawling del proprio sito e dell’effettiva convenienza ad esporsi a certe tecnologie che rendono troppo trasparenti le attività e le componenti di un sito.

    Come citato nell’articolo di SERoundTable http://www.seroundtable.com/blekko-adsense-search-12729.html questa funzionalità espone l’id AdSense agli Scrapers.


  2. Blekko integra i Like di Facebook nelle sue SERP

    dicembre 18, 2010 by Andrea Infusino

    Qual è l’impatto dei social sui motori di ricerca?

    Se ad oggi una risposta certa non è ancora stata raggiunta un altro tassello nell’intricato puzzle dei parametri che costituiscono la qualità di un risultato è stato aggiunto.

    Se prima Google attraverso il CTR e alcune funzionalità per l’utente, permetteva di modificare l’aspetto delle SERP, tanto da personalizzarle rispetto a ciò che uno gradiva di più trovare dopo aver lanciato una ricerca, ora i suoi competitor Bing, prima, e Blekko, ora, stanno prontamente integrando i “dati social”, come quasi in attesa del lancio ufficiale di un aspetto già da prima considerato tra quelli più importanti.

    Aspre discussioni, test, polemiche ed interviste si sono avvicendate negli ultimi mesi sul connubio SEO / Social, tanto da volerne misurare l’impatto a livello algoritmico quanto chiedere ai “padroni”, tramite un’intervista, se i social influissero e in che modo nell’esperienza di ricerca degli utenti.

    Ora tocca a Blekko che, come direbbe il celeberrimo Antonio de Curtis, tomo tomo cacchio cacchio scala una vetta molto alta a piccoli passi: fermi e decisi.

    Vista l’integrazione di Blekko, che sto marcando quasi stretto negli ultimi tempi, voglio proporvi l’interessante integrazione effettuata da questi grazie ai Likes di Facebook.

    1. Lancio quindi una ricerca su Blekko.com, usando il titolo di un mio articoletto che ha avuto un pò di share tra i miei contatti Facebook: http://blekko.com/ws/Nuovi+profili+Facebook+creativi.+Come+fare%3F+Ecco+il+mio+esempio
    2. Dopo vedo che il motore mostra un piccolo riquadro in alto a destra, dove mi suggerisce di effettuare il login:
    3. Cliccandovi sopra Blekko mostra un altro pannellino, dove mi dice “la ricerca con gli amici è meglio!”:
      A questo punto mi chiedo: come può un like invitarmi a cliccare un risultato piuttosto che un altro? Beh sembra abbastanza semplice il perchè, pensandoci solo un momento. In sostanza il numero dei Likes può indurmi a pensare che quel contenuto sia più importante, magari rispetto ad un altro in posizione peggiore ma con un numero più alto di gradimenti. Può invogliarmi al click tanto più i like vengono da persone importanti per me, di cui mi fido e il fatto che loro abbiano gradito un certo contenuto dovrebbe per me essere garanzia di qualità. E se questi Likes oltre dai miei amici provengono da persone preparate e riconosciute nel settore, allora ho la possibilità di avere una riprova professionale/globale di qualità.
    4. Mi connetto allora con Facebook, così come mi viene suggerito. Al che nei risultati di ricerca, vedo che la pagina che ho cercato non è stata ancora indicizzata… peccato, speravo meglio :P In realtà Blekko sembra fornire risultati propri in primis e se non ne trova altri, usa servizi esterni, infatti vedete come il mio articolo si presenta con /yahoo:
    5. Non contento, mai a dire il vero, faccio una cosa migliore: uso il /likes per avere tutte le pagine così taggate… o meglio slashate!
    6. Gli amici ne hanno visto di roba eh? Credo che questo mi stimolerà a visitare e capire il perchè del loro gradimento, qualora si tratti di brand o informazioni a me ancora sconosciuti. Una cosa molto carina è che cliccando sul “view” ho la lista completa degli amici che hanno cliccato sul Like/Mi piace ho anche l’elenco ordinato per data, discendente il che non è male come analisi dell’attività dall’esterno delle Facebook insights!

  3. Blekko ci aiuta con i contenuti duplicati: difesa SEO

    dicembre 6, 2010 by Andrea Infusino

    Chi scrive sa bene quanti sforzi e preparazione sia necessario per generare un contenuto originale. Tanto più necessita di intuizione per farsi ben volere dal lettore, sia per come lo colpisce che per come tratta l’argomento senza far addormentare.

    Che sia un preparato editore online, un copywriter, un blogger professionista o un volenteroso navigatore che ha voglia di dare un contributo originale sul web, la domanda che ci si deve sempre porre è: sto scrivendo qualcosa di nuovo oppure no? Ciò non significa che scrivere bene sia di secondo piano, ma le dinamiche del web ci spingono a considerare sempre più importanti ANCHE l’unicità e la viralità dei contenuti.

    Per questo sarebbe possibile stilare delle curve qualitative dei contenuti web e del loro posizionamento, posto che il CMS sottostante sia ottimizzato in tutti i casi allo stesso modo.
    Ma noi sappiamo che i CMS non sono tutti uguali per una serie di fattori, che sono rappresentati maggiormente dai famosi fattori che i motori di ricerca usano per generare la posizione di un risultato per una data query; ed uno dei fattori che può generare più problemi è quello dell’unicità algoritmica dei contenuti, intesa come non-duplicazione interna ed esterna dei contenuti di un sito.

    Diciamo innanzitutto che se scriviamo direttamente gli articoli è lecito credere che la memoria ci possa aiutare a ricordare se quel titolo, quel catenaccio, quell’apertura di articolo è già stato usato prima. In questo ci vengono in aiuto i webmaster tools di Google (GWT), sebbene essi abbiano un delta temporale in cui devono rilevare i problemi di duplicazione interna e comunque non danno una visione del sito dettagliata piuttosto un estratto di quello che nel sito c’è.

    Altro problema è invece quello di capire se ci sono copie sparse nella rete e se consideriamo la duplicazione di un contenuto all’interno di uno stesso sito un grosso problema, il confronto con l’universo dei contenuti può disarmarci.
    Uno strumento per verificare ciò è quello di lanciare una ricerca su Google attraverso un’intero periodo: con notevoli svantaggi. Primo fra tutti il fatto che i contenuti duplicati, anche e sopratutto quelli rilevati, vengono omessi e potrebbero sfuggirci. Così come può capitare che il datacenter che stiamo interrogando non sia allineato e non ci restituisca delle SERP “reali”.

    Ci può aiutare il copyscape.com, un’ottimo strumento, ma come tutti gli ottimi strumenti è molto potente e poco free, infatti il meglio lo ottiene acquistando un numero finito di check dei contenuti.

    Nulla di male, se non fosse che il mio caro blekko.com permette già di poter avere una voce terza e che può fornire dati aggiuntivi, se non sostitutivi, per controllare dove vanno a finire i nostri scritti, quale porzione di essi e prendere provvedimenti più diretti e approfonditi, o almeno di sapere! (Domanda: è lecito sapere dove vanno a finire i miei contenuti?)
    Infatti spesso leggo di commenti molto acidi nei confronti dei servizi di aggregazione di news: mi pare giusto nella misura in cui andare a rendere fredda l’aggregazione, partendo proprio col prelevare i contenuti altrui senza nemmeno avvisare, non è certo una mossa intelligente. Non dimentichiamoci che c’è il grande aggregatore Google News, quindi del tuo aggregatore in effetti non sappiamo cosa farne… Ma quello che ogni webmaster teme è che la massa critica aggregata possa andare a penalizzare il sito principale, privandolo dell’originalità che la redazione sta difendendo con tanta energia.

    Lancio proprio adesso la query: http://blekko.com/ws/http://www.andreainfusino.com/+/domainduptext ed ottengo:

    Un rapporto sui contenuti interni ed esterni duplicati: il mio sito soffre un pò -le scritte rosse mi accecano e mi scoraggiano-.

    108 domini che duplicano contenuto dal mio sito… forse dovrei esserne fiero. 260 sezioni duplicate fuori dal mio sito. “sezione” significa porzioni di testo.
    In effetti è bene leggere il comando che ho lanciato: /domainduptext –> il che significa il numero di volte che il dominio è duplicato nel web. Questo dovrebbe significare il numero di volte che il mio nome di dominio compare nel mio sito e all’esterno del mio sito.

    Grazie al comando: http://blekko.com/ws/http://www.andreainfusino.com/+/duptext invece è possibile verificare il vero e proprio testo duplicato, presente nel web. Il risultato è:

    Per cui, con un pochino di fatica, andiamo a verificare un singolo articolo col comando /duptext. In particolare per il mio sito ho 2 URL duplicati in 2 pagine. Questo p vero per il secondo link elencato, in quanto su di esso ho fatto un redirect, ho cambiato categoria all’articolo, ma blekko ancora non l’ha aggiornato (è datato al 25 ottobre). Quello di buono è che per quel contenuto ne ho 0 offsite.

    Quello in cui credo è che blekko è qualcosa in più di un competitor nato morto nell’eterna sfida a Google: credo che gli strumenti di analisi che almeno fin’ora ci propone sono utili per vedere sotto un’altra prospettiva i dati di qualità e lo stato di salute del nostro sito. Sarebbe perciò interessante una bella guida ufficiale del neonato, anche se i test sono da sempre la migliore palestra.