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  1. Ai se eu te pego… Google Panda

    gennaio 12, 2012 by Andrea Infusino

    Nonostante il tormentone sembra che fintanto che l’argomento non cavalchi l’onda dell’isteria collettiva è inutile parlare di qualsiasi cosa: tanto, non porta visite.

    Beh non è così per me che passo dopo passo faccio piccole e grandi scoperte, osservazioni, considerazioni che appunto su questo spazio.

    Di ritorno dalle vacanze natalizie decido quindi di ritornare sull’argomento Google Panda, visto che l’ultimo aggiornamento si è abbattuto su di un sito in modo particolare perciò voglio condividere qualche dritta che per me è stata efficace, oltre quelle che sono le supposizioni trite e ritrite di cui ormai mi sono stancato sinceramente.

    Ebbene, la penalità di Google Panda dello scorso 19 dicembre ha colpito un mio sito che in un certo senso campava di rendita, ma nemmeno tanto… ovvero le caratteristiche del sito sono tali per cui la penalità è arrivata in presenza di un veloce caricamento delle pagine, nessuna pubblicità attivata, ed una serie di contenuti rappresentanti solo una minima parte del totale che portavano il grosso delle visite.

    Tagliati alcuni rami secchi ad opera di Google Panda il sito è andato giù, allora l’esame di coscienza si è reso necessario quantomeno per andare a vedere quali rami secchi sono stati potati visto che la curva di analytics di primo acchito mi aveva fatto cadere la mascella al piano di sotto.

    Mi sono quindi dotato di pazienza ed i passi per individuare la perdita sono stati:

    - rapporto parole chiave organiche: grazie ai filtri di google analytics sono andato a filtrare le parole chiave che portavano traffico e che Google Panda ha fatto si ora non portassero più del dovuto.

    - grazie alle espressioni regolari utilizzabili nel campo di ricerca di analytics ho isolato il problema ad un insieme circoscritto di entità

    - fatto ciò ho esportato queste parole chiave in un file excel, ma ho continuato a lavorare su analytics scegliendo come dimensione secondaria la pagina di destinazione. Intanto ho verificato, attraverso un tool di monitoraggio delle parole chiave e della posizione del mio sito, che quanto accaduto fosse realmente una penalità sul posizionamento e non un calo di interesse dei visitatori su quell’argomento (infatti SE il traffico cala e il posizionamento cala, allora c’è qualche problema; ALTRIMENTI se il traffico cala ma il posizionamento resta, devo approfondire il trend di quelle parole chiave e sincerarmi che effettivamente quegli argomenti forse adesso non tirano più come prima).

    - ho perciò individuato il tasto dolente sul mio sito, ovvero quelli che erano contenuti tutto sommato deprecati nella sostanza e che per una qualche ragione non andavano bene. Ho così “scoperto”, o meglio ricordato, che queste paginette le avevo scritte un anno fà e che questa età del contenuto, rispetto all’età del sito, facevano considerare il contenuto abbastanza vecchio. In più il tema era legato alla stagionalità ed io per via della mia indole truffaldina-seo avevo palesemente dato un titolo accattivante alla cosa.

    Tutto ciò per dire che a volte i siti possono arrivare a generare alto traffico anche su contenuti che in effetti non hanno più senso di esistere. Quantomeno dopo la scia iniziale se un argomento non viene ribattuto, beh è il caso che venga archiviato così come le visite che esso genera.

    Tutto sommato non ne voglio fare una colpa a Google SE, e ripeto SE, una qualche azione manuale fà si che nei risultati di ricerca si tenga conto della qualità e della popolarità del sito nei modi e nei termini usuali per i sistemi di rilevamento non censuari come quelli dell’Audiweb. Voglio dire che forse oggi grazie anche ai dati social, il concetto di posizionamento sui motori di ricerca sta subendo una trasformazione che lo vede calato in un contesto più umano e meno algoritmico. Dalla parte dell’utente.


  2. Google la nuova agenzia viaggi!

    novembre 1, 2011 by Andrea Infusino

    Se da un lato alcuni potrebbero gioire ad ogni novità rilasciata da Google, che diciamoci la verità non se la passa proprio benissimo, altri dall’altro vedono nelle mire espansionistiche del motore di ricerca un potenziale concorrente e una delle possibili cause di monopolizzare determinati settori del mercato.

    Torno così sull’argomento Google e Viaggi prendendo spunto da una serie di scritti su cui mi sono documentato in rete e che ultimamente sono stati ripresi da blog internazionali turistici come Tnooz, che a suon di interviste e supposizioni in effetti sembra che il motore di ricerca si stia muovendo più che verso il social o verso la qualità dei contenuti, verso i viaggi. Un importante feedback dall’uso degli strumenti offerti di Google sono oggetto di studio ed approfondimenti continui, così come si legge nel programma del WHR2011, la terza edizione del più prestigioso seminario di formazione per hotel in Italia.

    Voglio così dare una mia personalissima prospettiva su alcuni strumenti e su come potrebbero rendere Google un effettivo competitor delle agenzie viaggi online.
    Google Hotel Finder, uno degli ultimi progetti che sebbene attualmente in funzione solo in inglese, permette di cercare gli hotel eseguendo una serie di ricerche e raffinandole per prezzo, numero di stelle e di valutazione degli utenti (recensioni alla tripadvisor?).
    Beh che questo progetto, detto da Google “solo” un esperimento, possa già da ora limitare o azzoppare il settore non lo ritengo realistico, forse nel lungo periodo se l’esperimento crescesse in grafica e funzionalità, in quanto c’è sempre da fare i conti con quanto l’utente conosce e quanto l’utente attualmente utilizza per cercare i propri hotel. Il che si traduce in abitudini di ricerca che in un certo senso si adattano anche a quelli che sono gli strumenti attualmente online. Breve digressione per ricordare un altro prodotto che potenzialmente può scalzare alcuni competitor nel settore dei comparatori di prezzi è Google Shopping che proprio attualmente vede nella sua versione USA un importante e gradevole restyling.

    Google, ha acquisito ITA software – azienda informatica che opera nel settore dei voli – e tutti si sono fiondati a cercare similitudini con il Google Flight Search, ma arrivano puntuali e numerose smentite. Quello che rende importante questo strumento è il fatto che potete cercare un volo eseguendo una ricerca come per qualsiasi parola chiave. Ad esempio cercando un volo Lamezia Roma, tratta che per me che sono calabrese ha un senso, trovo nei risultati di ricerca già una lista pronta di voli da differenti compagnie con orari, giorni e link per procedere alle prenotazioni.

    Un altro prodotto di Google che possiamo accedere attraverso la ricerca cosìddetta organica è il meteo. Google Meteo non è una cosa da poco se lo pensiamo ad esempio all’interno della scelta di un fine settimana da dedicare al mare, su cui siamo in forse guardando fuori dalla finestra. Certo, ci sono molti servizi nel web che offrono previsioni meteo veramente dettagliate ed accurate, ma visto che da Google inizia gran parte della nostra navigazione non è inverosimile che noi, ad esempio io, volessi sapere il meteo di Tropea per domani!
    E nei prodotti già consolidati come dimenticarsi di due strumenti forse sottovalutati per questi scopi, ma che conservano un enorme potenziale: Google Images e Google Maps. Le possibilità di esplorazione che ci forniscono i due strumenti sono infinite: scoprire un luogo prima di partire è veramente importante. Lo sarebbe se ci fosse un supporto di geolocalizzazione più marcato di determinati risultati di ricerca.

    Grazie a Google+, una specie di social network nato come risposta a Facebook, ci può chiudere il cerchio (o le cerchie? :) ) completando il palinsesto degli strumenti con quello che fa veramente la fortuna di ciascun progetto web: la creatività e spontaneità degli utenti. Se solo si rendessero sociali determinati progetti che Google già possiede incrociandoli con il concetto di Social che sta solo ora sperimentando, e affiancando alcune possibilità di marketing come può essere il fatto di avere uno dei sistemi di email più usati del web o essere uno dei più grandi player nel campo dell’advertising, a me personalmente viene anche un pò paura!

    Per non parlare di Google HotPotGoogle Checkout, Google Offers, Android e il più recente Google Wallet!


  3. Google Commerce Search

    ottobre 25, 2011 by Andrea Infusino

    Google Commerce Search rappresenta uno dei nuovi prodotti di Google volti a potenziare la sua presenza nell’ambito della rete vendita di prodotti, come è già avvenuto in un passato non troppo remoto con Shopping.

    Il prodotto consiste in uno strato intermedio offerto da Google, con una serie di garanzie tra cui performances, scalabilità, gestione avanzata e statistiche avanzate, che vi consente una ricerca più raffinata e più vicina ai desideri dei vostri clienti. Misurando e tarandosi adeguatamente il Google Commerce Search promette aumenti nelle vendite raffinando il vostro motore interno. Lo strumento, però, è a pagamento e richiede una fee molto alta, al momento!

    In questi giorni è tornato in voga per alcune versioni mobile di questo strumento: esso si è di fatto dimostrato un efficace aiuto a rendere l’esperienza dell’acquisto mobile, fenomeno sempre più in crescita ormai, veramente efficace per gli utenti, e per i venditori che da ciò ne guadagnano.
    Un esempio è l’applicazione, d’oltreoceano, https://market.android.com/details?id=com.simplikate.westfield: attraverso Google Commerce Search si è approntati un’app che consente di trovare i prodotti di più negozi all’interno di una catena di centri commerciali!
    Il caso di studio preso in esame non fa che confermare la potenza del mobile e dell’importanza che riveste al giorno d’oggi la possibilità di avere un’applicazione da offrire ai propri utenti. Una vera e propria svolta anche per quelle piccole attività commerciali che attraverso il nuovo canale delle app, potrebbero trovare sbocco e ricavi inaspettati.