Il venerdì è un giorno veramente importante! Per la stragrande maggioranza delle persone è sinonimo di weekend: finisce la settimana lavorativa, quella universitaria, in alcuni casi anche quella scolastica. Il venerdì si rinasce! 😀

A questo punto però sorge un problema: “ok, ma cosa facciamo sabato e domenica?”. Molti progettano escursioni, gite, o anche semplice relax di casa. Per altri, che non hanno il tempo di seguire o approfondire meglio alcuni argomenti, è anche il momento di potersi dedicare alla piacevole lettura di libri, riviste o articoli certosinamente catalogati durante la settimana.

Applicando tutto questo alle dinamiche social di Twitter è naturale che si arrivi a creare dei fenomeni grazie ai quali è possibile scoprire il meglio del web, leggere e approfondire di un certo utente che magari non conoscevamo. Meglio ancora se con un gioco virale!
E se “giovedì gnocchi, sabato trippa”… il venerdì è FollowFriday. (Approfondisci la storia su http://www.webpronews.com/the-history-of-followfriday-2009-05)

L’anatomia di questa pratica digital-tribale sta proprio nel consigliare, per mezzo di un tag che ne identifica l’uso del messaggio come #FF o #FollowFriday, gli utenti più interessanti, più divertenti, più utili che la nostra cerchia di follower dovrebbe seguire. Il bello e la grandezza del fenomeno è che è tutto User Generated: non è Twitter che contiene questa funzione di consiglio, ma è l’utente che l’ha creata. E’ stupendo!

MA… c’è un però!

Come accade per una serie di rituali online ed offline, il ripetersi di certe pratiche può diventare così meccanico da far perdere o far dimenticare il senso e la bellezza con cui nasce. Ed è a questo che le mie riflessioni successive si riferiscono, perchè se da un lato sono anch’io un utilizzatore convinto del #FF, dall’altro credo che il web e i suoi ritmi a volte possono indurre l’utente a compiere azioni meccaniche poco consapevoli perdendo innanzitutto il controllo di certe azioni, ma non cogliendone il senso e gli effetti. Di qui si potrebbe arrivare alle dure critiche verso alcuni strumenti che ci mette a disposizione il web ed in particolar modo i Social Networks, ma voglio limitarmi a presentare la mia piccola ricerca. Quello che mi sono chiesto e che ho chiesto, a fronte dell’uso di questa consolidata pratica, è: “Che cosa rappresenta per te il #FF?“.

Ho somministrato il quesito ad una cerchia ristretta di contatti, ovvero che potessi gestire in modo umano, ed il risultato che ne consegue è stato che la maggior parte delle persone considerano il #FF una forma di saluto e favore che si fa alle persone con cui si ha di più interagito e che si ha piacere di segnalare. Un pò meno l’accezione di vero e proprio consiglio da fare in modo puntuale e più preciso (leggi i risultati su “definizione del FollowFriday degli utenti“). Da questo punto di vista, ho notato che a volte capitano dei consigli uguali ogni settimana. Indice forse del fatto che ci si riserva una lista per far contenti alcuni contatti? Se fosse fatto con cognizione di causa, mi permetto di controbattere, dovrebbe essere sempre diverso e nuovo ogni volta e non necessariamente riempitivo.

Successivamente ho somministrato un’altra domanda, conseguente alla prima. Ovvero: “Hai mai controllato se segui già chi stai consigliando col #FF?” con i risultati che: 1) ho rischiato il linciaggio, perchè in effetti ho agito in modo borderline. Di questo effettivamente ho colpa, ma l’ho fatto credendo di essere preso per una persona che volesse conoscere questo punto di vista, visto che ho anche espresso il perchè della domanda. Ad ogni modo ci sta tutta! 2) Alcuni utenti lo fanno in RT, altri rispondendo automaticamente, meno selezionando ancora una volta a mano dopo aver fatto le opportune verifiche (puoi leggere le risposte qui).

Perchè questa seconda domanda?

Innanzitutto mi fermo alla seconda perchè altrimenti rischierei un ban, non solo da Twitter, ma qualcuno potrebbe incazzarsi sul serio. A malincuore però: ci sarebbero tante altre domande di senso compiuto per far emergere lo stato delle cose riguardo un possibile automatismo indotto dalla piattaforma dietro questo meccanismo sociale, ovvero ciò che sospetto (ad esempio: “Verifichi mai se chi ti segnala ti segue veramente?”, “Hai mai praticato il #FF con strumenti automatici?”, “Hai mai fatto #FF dei singoli profili da segnalare?”, “Hai mai basato questa pratica su metriche/tecniche di ranking del #FF?”, “Qual è il tasso di RT dei #FF che ricevi?” …etc).

Sostanzialmente a supporto di quanto già introdotto precedentemente la crezione di liste di persone cui va riservato il FF ogni settimana, soprattutto e ripeto se questo diventa un meccanismo ripetitivo e statico, non fa che creare un flusso di messaggi sostanzialmente inutile. Così come è stato inutile provare a seguire persone consigliate sul #FF che non rispondono ai tuoi messaggi e per forza di cose riconosci di non essere in target con loro, pur leggendone la biografia e sottoscrivendone il flusso degli ultimi messaggi inviati. Tra l’altro per la massa critica di consigli che vengono generati in buona fede, non lasciano il tempo all’utente medio di poter effettuare realmente la scelta delle persone da seguire. Se a maggior ragione si consigliano le stesse persone, ogni settimana il consiglio perde ulteriore valore, facendo perdere valore al proprietario del tweet così come genuinità alla pratica che rischia ancor di più un meccanicismo impersonale.

Twitter poi sulla questione numeri riserva un’altra sorpresa: ovvero il fenomeno del FollowBack.
Anche in questo caso ho provato ad effettuare delle indagini, ma senza domande stavolta. Ho provato io stesso questa pratica col mio profilo, con conseguente frustrazione. La prima cosa che ho notato è stata quella di aver stretto una relazione di following/follower con persone interessate sostanzialmente al mio ricambiare per fare numero, più che al mio stream. Ciò ne consegue una grande frustrazione, ma me lo dovevo aspettare, perchè l’arma sociale e conversazionale di Twitter passa in secondo piano rispetto alla necessaità, più o meno giusta, di far crescere quel maledetto numero. Ciò aiuta a capire anche quella famosa frase “pochi ma buoni” che è applicabile alla perfezione nel caso di rapporti umani, perchè il Social è la trasposizione digitale dei rapporti umani (o sbaglio?), e come sia importante il target di utenti rispetto all’altrettanta e amama constatazione che “hai così tanti amici che non puoi dar retta a nessuno”. Questo fenomeno si sposa meglio con alcune questioni legate all’autorevolezza algoritmica di un profilo. Non è certo il solo numero di followers che farà la differenza, ma in sè i numeri hanno sempre fatto gola: dal teenager che vuole diffondere le proprie idee, al SEO più incallito che vuole apparire nel realtime search di Google!

Sebbene ne siano scaturite a tratti ovvie riflessioni, quello che secondo me è meno ovvio è che la velocità con cui si possono scambiare e veicolare i messaggi, stavolta attraverso Twitter ed in generale sul web, può costringere l’utente a dover prestare meno attenzione alle proprie azioni. Tempo fà, infatti, mi chiedevo quanti utenti leggessero realmente quello che ReTwittavano o Like-avano. Certo: c’è in gioco più di un fattore, magari il brand, la fiducia, la riprova sociale, l’appeal. Ma convenite con me che è un meccanismo un pò capovolto questo: avere la possibilità di sostenere un contenuto senza neanche doverlo leggere.
Così come l’azione di condivisione di alcuni argomenti o contenuti, come foto più private o informazioni intime, sulle bacheche o sul profilo o sul blog: siamo veramente sicuri che la facilità con cui poter compiere le azioni non induca in troppa superficialità anche gli utenti meno scolarizzati?

Ovvero: il mio timore è che molte aree del web si stiano appiattendo, che stiamo ancora una volta disconnettendo il cervello come facemmo con la televisione. E se un tempo, neanche lontano, era la verticalità ad imporsi e a manipolarci in qualche modo, oggi la velocità si sta impadronendo dei nostri atteggiamenti che rischiano di diventare vuoti, svuotando noi stessi di quel carico umano che è il valore vero del web inteso come luogo ormai sociale a tutti gli effetti grazie a strumenti, che se compresi, possono dar vita a fenomeni di rilievo.

Ringrazio doverosamente i seguenti amici di twitter che si sono prestati a questo esperimento e, con cognizione di causa, vi consiglio di seguire e leggere perchè non sono niente male 😉
La loro esperienza, disponibilità e argomenti di interesse farebbero del vostro stream un luogo sicuramente vivo e ricco: mettiamo un attimo da parte il fatto di avere più persone seguite di quante ci seguano a vantaggio della conversazione come momento di crescita per noi stessi, Twitter e la rete in generale -quella brutta e cattiva rete!-.
In ordine sparso le persone preziose (e a fondo articolo un regalo) che mi hanno aiutato e che mi hanno ispirato (e ribadisco sopportato!), sperando di fare cosa gradita a riconoscere loro gran parte del merito, ovvero:

Ed ecco il regalino. 😛

RT @lanzigiuseppe: Condivido in toto! Grazie RT @seocosenza: La mia prospettiva sul FollowFriday #SEO #SMM http://t.co/AIbNSlg via @seoc ...

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