WebReevolution: intervista ad Andrea Pernici

Ciao Andrea, mi presento con un link 😉
https://plus.google.com/u/0/109039914818614234734/about

Tra i casi di studio che ti presento, sicuramente importante è quello di PallamanoItalia.it che (essendo una delle mie passioni) è diventato il punto di riferimento per la Pallamano Italiana semplicemente mettendo insieme un gruppo di ragazzi appassionati e con il desiderio di dare il giusto apporto alla causa di uno sport non molto diffuso in Italia.

Casi di successo direi:
– 3BMeteo.com
– Gt Master Club
– PallamanoItalia
– Il Convegno gt
– Il nuovo progetto editoriale dei Blog su giorgiotave.it

Ma su tutti direi quello di essere riuscite a mettere insieme un gruppo di persone estrememente motivate e preparate che presto regaleranno grandi soddisfazioni.

Qual è lo stato dell’arte della SEO a valle degli aggiornamenti Panda e Penguin da parte di Google?
La SEO per come la intendo io e per come l’ho sempre intesa non è molto cambiata negli anni.
Quello che è cambiato, forse, è che non potranno più definirsi SEO quelle persone/agenzie che sopravvivono (e sono proliferate) utilizzando tutte quelle tecniche di scarso valore volte semplicemente alla manipolazione dei risultati di ricerca.
Quello che è veramente cambiato negli anni non sono tanto gli algortimi di ricerca, che seppur sono in continuo mutamento, non fanno altro che adattarsi agli utenti. Pensiamo a google fresher ad esempio o pensiamo al mobile e google+.
Anche se in molti credono che ad inseguire siamo noi in realtà è il motore di ricerca che segue noi, i nostri cambiamenti, i cambiamenti delle tecnologie e i cambiamenti del modo di vivere.

Solitamente chi insegue i cambiamenti algoritmici sono coloro che hanno sempre agito sul filo del rasoio e che hanno fissato come vero obiettivo la posizione in SERP senza rendersi conto che quella non può essere l’obiettivo, ma semplicemente una conseguenza dell’aver fissato degli obiettivi per il proprio business e per i propri utenti.

Come sta evolvendo l’approccio alla visibilità sui motori di ricerca alla luce dei Social Signals e della battaglia Google+ e Facebook?
Personalmente credo che l’approccio alla visibilità sui motori di ricerca non debba essere collegata direttamente agli aspetti sociali, ma che l’attività sociale vada presa in considerazione comunque per una questione sopratutto di Brand Awereness, di credibilità e per migliorare e differenziare le fonti di traffico.
E’ un po’ come dire che le performance sono importanti per i motori di ricerca e per la SEO. La risposta è NO.
La risposta è: “La velocità è importante…anzi fondamentale. In ogni caso.”

Ce ne dobbiamo altamente fregare di cosa è importante per i motori di ricerca e fregarcene di più di cosa è importante per noi.

La stessa cosa succede con i Social. Questi sono importanti per i motori di ricerca? La risposta è: “Chi se ne frega.”
Oggi per nostra grande fortuna non c’è più solamente un motore di ricerca per portare traffico ai nostri siti, ma ci sono tante altre realtà e queste realtà sono i social come Twitter e Facebook, e non è solamente una questione di traffico, ma molto di più.

Della battaglia Google+ vs Facebook non dico nulla perché onestamente non ha rilevanza per noi se non quella di far sì che una sana competizione renda migliori entrambi.

Quanto contano oggi i link, le directory, i comunicati stampa e altri metodi di link building?
Contano ma dipende. Tutto quello che in qualche modo verrà considerato come attività di link building innaturale andrà piano piano scemando in termini di valore.
Giusto o sbagliato che sia sarà così, ma è ovvio che prendendo 2 siti nuovi, 1 con 0 backlink e 0 attività sociale e l’altro con 100 backlink da directory e da comunicati stampa quest’ultimo difficilmente potrà performare peggio del primo a partià di contenuti. Insomma è sempre difficile tirare delle sentenze definitive nella SEO sopratutto perché le situazioni non sono mai le stesse per tutti i settori e per tutti i siti quindi va sempre valutato di volta in volta cosa può essere importante e cosa no.

Per rendere chiaro il concetto faccio un esempio molto provocatorio:
– settore SEO. Voglio rankare per la chiave “Search Engine Optimization”. Tutte le attività standard non serviranno a nulla.
– settore Abbigliamento. Voglio rankare per la chiave “Calzini in pelle umana”. Tutte le attività standard possono tornare utili.
– settore Turismo. Sono un portale e voglio rankare per “Hotel %nomelocalità”. Beh posso anche iniziare a pensare a soluzioni diverse perché tra mappe e compagnia bella non credo che ci possa essere un ritorno che giustifichi il possibile investimento.

Per conlcudere credo che quello che farà veramente la differenza negli anni futuri sarà la capacità delle aziende e dei siti web di improntare la link building da un punto di vista di scalabilità e di valore aggiunto da offrire.

Come strutturare al meglio un sito al fine di ottenere migliore navigabilità per gli utenti, gli spider ed essere integrabile con i widget dei social networks?
La strada migliore è quello di affidarsi ad un bravo User Experience Designer e ad un bravo Web Designer che segua le direttive del primo. Tutto questo condito da un bravo sviluppatore affiancato ad un SEO, ma meglio ancora un programmatore con ottime conoscenza tecniche SEO.

La chiave se non si hanno a disposizione budget enormi per effettuare test utente è quello di lavorare in modalità esperta (valutazione euristica) nella strutturazione dell’architettura informativa.
Spesso i maggiori problemi SEO nascono da errori implementativi…quindi per certo una delle chiavi di volta è quello di affidarsi a sviluppatori o agenzie che curano tutti gli aspetti dalla A alla Z.
La tendenza secondo me sarà quella di veder morire quelle aziende e professionisti che offrono come servizio la realizzazione di siti web perché ad oggi non si può prescindere dall’ottimizzazione per i motori di ricerca e dunque non potrà più esistere un sito nato male.

Un sito deve includere già tutto. Creare siti tanto per farli o valutando solo aspetti estetici (spesso bizzarri) si va verso una morte certa (sopratutto quando si fanno delle ristrutturazoni di siti già esistenti).
Compreresti una casa sapendo che non ha superato il collaudo statico del cemento armato o sapendo che è stata costrutita su di un terreno non stabile?

E’ solo questione di tempo e solo questione di consapevolezza da parte delle aziende, ma presto questa aumenterà, i clienti diventeranno più esigenti e vorranno sapere…quel giorno crolleranno molte case.

OFF Topic: c’è da pensare anche al Mobile in fase di progettazione…forse ancora più dei social. Oggi la teconologia lo permette senza troppa difficoltà quindi bisogna partire già pronti.

Come giudichi gli aspetti SEO di Social Networks quali Pinterest che, al momento in ascesa, offre link dofollow come se fosse una miniera d’oro per i SEO?
Ho sempre avuto seri dubbi su Pinterest e prenderlo in considerazione solo per i link dofollow significa snaturare il motivo per cui va usato.
Se vuoi usare Pinterest solo per il link dofollow smetti pure di usarlo perché presto o tardi che sia quel link conterà il giusto.

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