WebReevolution: intervista a Gianluca Fiorelli

Gianluca Fiorelli: sono un SEO indipendente con clienti Italiani e internazionali. Collaboro con un buon numero di agenzie di tutto il mondo, oltre ad avere clienti diretti.
Mi occupo di marketing online dal 2003, dopo un passato professionale completamente differente nel mondo della televisione, e attualmente tendo a “vendermi” più come consulente per analisi di siti e disegno di strategie SEO e Content Marketing più che per azioni di ottimizzazione Hands On.
Da poco più di tre mesi, poi, sono Associato di SEOmoz, per cui collaboro in modo fisso rispondendo ai Q&A privati dei sottoscritttori dei suoi tools, supervisiono il “comportamento” della comunità e scrivo posts con regolarità per il loro blog.
In un prossimo futuro, tra l’altro, avrò una mia colonna mensile anche in State of Search.
Il mio blog lo potete trovare nel mio sito IloveSEO.net, tanto in Italiano che in Inglese.

Blekko, questo sconosciuto. Cosa rappresenta questo astro nascente nel panorama della ricerca e come strumento per i SEO?

Blekko è, insieme Duck Duck Go, un ottimo motore di ricerca. Onestamente, però non immagino che possa poter arrivare ad essere un serio concorrente per Google.
Dal punto di vista SEO offre un numero di informazioni davvero utili, per esempio a livello di links che una pagina possiede, ma per dirti la verità non lo utilizzo molto come tool SEO.

Quali sono i migliori tools gratuiti per misurare la quantità e la qualità dei link in ingresso?

Se parliamo di quantità, l’amato e odiato Google Webmaster Tools non è male per capire quali links ha un sito che noi amministriamo. Ovviamente, però, è inutile per condurre un’analisi competitiva.
In quel caso le alternative totalmente gratuite e davvero valide sono praticamente inesistenti a mio parere, quindi o si utilizzano Open Site Explorer o Majestic SEO o Ahrefs coscienti dei limiti che hanno nelle loro opzioni free, o ci si sottoscrive a uno, due o tutti e 3 questi sistemi.
Personalmente io tendo a usare sia OSE sia Majestic SEO dei quali sono sottoscrittore. Perché due sottoscrizioni? Perchè in realtà non li vedo come strumenti che competono fra di loro, pur se è vero che hanno varie caratteristiche in comune, ma piuttosto come due tool complementari.

Se da un lato, infatti, Open Site Explorer permette avere una fotografia “esatta” del profilo link di qualsiasi sito, Majestic SEO dall’altro offre la possibilità di capire realmente se e come un competitor ha disegnato la sua strategia di link building nel tempo, se sta o ha realizzato una campagna o meno. Inoltre, le due nuove metriche di Citation e Trust Flow che proprio pochi giorni fa Majestic SEO sembrano essere due metriche realmente potenti e significative, paragonabili a  quelle di SEOmoz (Domain Authority e Page Authority).

L’ultimo arrivato, Ahrefs, a delle caratteristiche che promettono e sicuramente sarà importante seguirne l’evoluzione.

Quali sono le nuove frontiere della link building, alla luce dei social signals?

Sicuramente la relazione tra SEO e Social Media è una relazione sinergica. D’altra parte, però, non sono tra quelli che credono incodizionalmente che i “segnali sociali” si debbano considerare come un vero e proprio fattore di ranking in senso SEO stretto.

Certo, un sito che possiede – in relazione alla media della sua nicchia di mercato – un alto numero di Social Signals, probabilmente è un sito popolare. Ma da qui a dire che sono i tweet, i +1 o Likes una causa di un buon ranking, non lo credo. Credo sì che esista una correlazione, ma correlazione non è la stessa cosa che causa.

Ovvero, è logico pensare che una pagina che ottiene grande visibilità anche attraverso i canali Social Media tenderà ad avere anche un maggior numero di links che pagine che sono socialmente invisibili, ma sono i links generati dall’esposizione sociale che possono essere considerati la causa di un miglior ranking, non i segnali sociali in sè, a mio parere.

D’altra parte, però, secondo me, è vero che sempre più Google non considera unicamente i links per determinare l’autorità di un sito, ma tende a incrociare il Linkgraph con il Social Graph (il suo, quello basato su Google+ e i Social che può vedere) e l’Author Rank, dal momento che l’analisi combinata di questi tre grafi davvero possono annulare i singoli difetti di ognuno dei primi due:

  • la manipolazione del Link Graph con il Search Spam;
  • la manipolazione del Social Graph con lo spam sociale.
Come leggi la dichiarazione di Google sull’aggiornamento della valutazione dei link come metrica di visibilità? Credi che i link siano morti o semplicemente cambiati?
Non credo che Google consideri i link morti. Se fosse così il suo stesso algoritmo in parte sarebbe un algoritmo zombie.
Quello che è morto non è il link, ma l’anchor text così come noi l’abbiamo concepito fino a questo momento.
Una volta l’anchor era anche uno strumento per Google con cui comprendere la natura, il tema, della pagina linkata. Adesso come adesso quella funzione per Google è inutile, perché sa benissimo di cosa tratta una pagina semplicemene visitandola.
Per cui, adesso, il link a Google serve per capire se davvero una pagina è autorevole nel suo più puro significato di citazione. Forse proprio per questo cambio che Google adesso considera un uso massivo e agressivo di anchor text commerciali (keyword esatta) un chiaro esempio di spam, mentre gli anchor branded sono invece considerati come specchio di un link building naturale. Per lo meno questa è la mia impressione analizzando le SERPs dopo Penguin (o la prima versione di Penguin): i siti che avevano link con anchor text esatti in numero eccessivo e di tipo chiaramente non editoriale (footer, sidebar, directories, firme in forum e blogs, link pages…) sono stati puniti; siti con links dello stesso tipo ma con anchor di Marca (nome di dominio, nome della marca, keyword branded) non lo sono stati.
Quali tattiche consigli per creare link spontanei nell’era dei Mi Piace, ReTweet e RePin?
Fare Content Marketing in modo serio. Il link building, adesso, dovrebbe aspirare a essere invisibile, come il SEO in generale.
Senza una vera e propria e seria strategia di Content non potremo avere links naturali e non potremo avere neppure vera vita nei Social Media, e la sinergia tra queste due discipline sarà completamente nulla.
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