Posts Tagged ‘seo’

  1. Google: aspetta un Instant!

    settembre 9, 2010 by Andrea Infusino

    Dopo la raffica di loghi di Google, l’ultimo che ha richiamato la nostra attenzione colorandosi mentre si scriveva sulla ricerca, ecco arrivato Google Instant. Volevo dare il mio contributo, di getto.

    Cos’è Google Instant?

    E’ una miglioria, secondo Google, alla ricerca che vi lancia la ricerca mentre scrivete: una funzione onkeyup -suppongo- vi mostra dei risultati di ricerca parziali sulla base delle parole più rilevanti di quanto avete digitato fino a quel momento.
    Ed impazza già la moda dell’”alfabeto di Google”, giustamente… perchè Google tramite i suoi algoritmi è già in grado di rilevare una “classifica” delle parole chiave più attinenti legate ad una radice, che è la stringa di testo appena digitata e che secondo me non corrisponde del tutto a quello che l’utente ha intenzione di cercare.

    Ad esempio mi chiedo: ha senso mostrare risultati per una ricerca instant in cui è digitato un solo carattere?

    Sicuramente se premo “B” posso avere un subset di parole chiave molto cercate che compongono la query di Google, ma questo dato va incrociato a due, o sicuramente più, informazioni:

    1. innanzitutto ai trend di ricerca, la parola che inizia con “B” per cui il trend di ricerca è maggiore (immagino che questo sia un indice per decidere che verosimilmente ANCHE tu stai cercando questo… e se non è così, forse Google traccia con un cookie in più quali sono le parole più cercate da TE che inizano per “B”)

    2. ottenere una parola chiave per cui lanciare la query, decisa al punto 1. Qui viene lanciata, secondo me, la query classica.

    Da notare alcune cosette, che forse ora non ci cambieranno la vita:

    a) mentre cercate la barra di sinistra con i contenuti, ricerche correlate e temporizzazioni cambiano dinamicamente
    b) la ricerca si estende ad altri prodotti di Google quindi, come anche il realtime o le mappe
    c) alcuni, secondo me con un pò di ingenuità, diranno “ah allora se voglio essere posizionato nelle ricerche parziali devo fare SEO anche per le parole tronche!

    Dell’ultimo punto, secondo me, nulla di più sbagliato. Secondo la mia congettura credo che sia inutile investire in parole chiave parziali. Primo perchè Google ci ha abituati a vedere le SERP per le corrispondenti parole chiave corrette, o al limite ci invita a fare un click in più per trovare proprio quello. Ma se un utente di fronte a questo si accorge, come è nella sua intenzione di ricerca, che ha sbagliato và ovviamente ai risultati corretti (a meno di una forte ignoranza in materia grammaticale!).
    Secondo perchè come detto prima se la ricerca parte per la parola chiave più cercata che è legata a quella radice di keyword, allora non ha senso perchè mica Google ti mostra ricerche per robe tronche COMUNQUE! (Cioè per “a” Google non mostra “q=a”m ma “q=amazon” che è la prima keyword più rilevante)

    Google non è fesso… anche perchè credo che a livello algoritmico non sia cambiato molto, non perchè il tempo di sviluppo che io suppongo essere necessario alla modifica sia breve come il lancio della notizia, ma così da sviluppatore della domenica mi pare un’introduzione in javascript che solleva un evento e un aggiornamento di una manciata di DIV.

    Ad avvalorare la mia ipotesi, credo che i due screenshots siano coerenti:

    (mi pare che i risultati organici siano tutti uguali: travelocity.com, travelocity.com/flights/, wikipedia, lastminute, twitter, travelocitybusiness, sabre holdings… così come a lato la temporizzazione e le ricerche correlate. Fa eccezione i canali di Google effettivamente! Ed il numero di SERP che però il comando “site:” ci ha insegnato a prendere non sempre per oro colato)

    Più che altro, ho letto un pò di articoli nel mondo USA, tutti che riportano la notizia più che un taglio critico dell’evento… però alcuni si chiedono quali saranno le sorti degli investimenti in AdWords, visto che nei risultati organici vengono mostrati anche quelli a pagamento. Però testando proprio ora, per non fare la figura dell’idiota, vedo che nella famosa regola dei tre secondi -quelli che intercorrono tra la pressione dell’ultimo tasto all’esecuzione della query- non vedo mostrati risultati a pagamento. (mi correggo, i risultati a pagamento compaiono, ma sempre sulla base di una query “giusta”).

    MA se anche fosse.. secondo me questo rappresenterebbe un’opportunità in più, perchè grazie alle “predizioni” di Google quella SERP risulterebbe raggiungibile prima a livello temporale, perchè alla fine l’intenzione di ricerca è sempre quella e la predizione pure.

    Quindi… non so… non credo che domani perdò il mio posto di lavoro, magari dopodomani. Ma se le mie analisi sono giuste… ho il colesterolo nella norma! :P


  2. Intervista ad Arturo Salerno – SEO, SEM e Social

    settembre 8, 2010 by Andrea Infusino

    Oggi vi propongo con piacere  un’intervista concessami dal carissimo e stimatissimo Arturo Salerno, il quale si è prontamente e molto gentilmente prestato a questa proposta, confermando la grande stima umana e professionale che ripongo in lui. Detto ciò, mi sarebbe sempre piaciuto poter parlare di argomenti interessanti, spesso ci provo con i miei post, ma l’opportunità di poter rivolgere ad un professionista come lui nel settore web marketing non potevo proprio farmela scappare.
    Quindi… ecco le mie domande e sopratutto le risposte! Spero che siano interessanti anche per voi, così come lo sono state per me:

    1. Come sta cambiando il mercato turistico attraverso il mezzo web?

    Caro Andrea, il turismo sul web è in costante crescita e mutamento. Se con l’utilizzo di internet i rapporti tra turista e fornitore di servizi turistici sono cambiati, con l’avvento del web 2.0 stiamo assistendo a uno sconvolgimento totale. Da turista passivo a turista attivo. Da turista da catalogo cartaceo a viaggiatore virtuale. Questo è stato il vero cambiamento che il web ha generato. Il turista è in grado di districarsi abilmente nella fitta ragnatela dell’offerta turistica sul web riuscendo a coniugare eccellenza e vantaggi economici. Il viaggiatore assume il ruolo del protagonista e pretende di essere ascoltato. Il suo giudizio fa opinione e condiziona la scelta di altri futuri viaggiatori che vogliono ripercorrere lo stesso itinerario turistico accrescendolo con la loro personale esperienza di viaggio. Il web mette in comunicazione le persone che cercano di ricevere consigli e suggerimenti. Nel mondo del turismo i consigli e i suggerimenti sono le migliori raccomandazioni possibili.

    2. Credi che l’avvento delle applicazioni mobili e social creerà un’ulteriore nuova corrente nel mercato turistico? (pensiamo alla geolocalizzazione, ad esempio)

    Sta già avvenendo! Il turismo è sempre stato sociale e mobile, per questo motivo ora è web social e web mobile. Una naturale prosecuzione del passato con gli strumenti del futuro. Le persone desiderano avere informazioni in tempo reale, notizie fresche e consigli da altri utenti. I cellulari di nuova generazione ti permettono di essere sempre connesso alla rete e i vari canali web di condivisione delle esperienze aiutano e aiuteranno il viaggiatore durante il suo soggiorno e permetteranno di seguirlo durante i suoi spostamenti attraverso i servizi di localizzazione geografica.

    3. Come credi simuoverà il web in questa dicotomia della privacy: tutti su internet, ma nessuno vuole essere identificato?

    Dipende Andrea! Dipende dall’utilizzo degli strumenti messi a disposizione. La privacy è un valore soggettivo e in quanto tale ognuno deve gestirla come meglio crede. Fondamentale è capire su internet quali strumenti si sta utilizzando, come utilizzarli al meglio e gli scopi del suo utilizzo. Si parta tanto di privacy violata con l’avvento di internet, ma ci siamo dimenticati i coupon dei supermetaci degli anni 90? le cartoline dei distributori di benzina? le carte fedeltà? Io penso che avere un unico profilo sociale sul web dove tu puoi decidere come gestire i tuoi dati personali sia un vantaggio piuttosto che uno svantaggio. Facebook ha milioni di persone registrate con nome e cognome che si vogliono identificare. Facebook è riuscito a portare dentro il suo network persone che non aveva mai prima avuto un profilo sociale sul web e con il suo servizio Facebook Connect ha permesso a tanti di poter accedere a servizi su altri siti web senza procedere a una nuova registrazione. Un pass-partout digitale con nome e cognome perché il suo intento era mettere in contatto le persone.

    4. Credi che dopo il last minute e il last second, arriverà il past minute? (una long tail di offerte turistiche nei periodi non di punta)

    Il last-minute, il last-second, il past-minute…possiamo utilizzare quante definizioni vogliamo e possiamo classificarle come vogliamo. Offerta prenota prima, offerte special price esistono già. Bisogna creare delle offerte turistiche chiare, precise, con il prezzo corretto e con le informazioni che corrispondono alla realtà dei fatti. Saranno poi gli utenti ad apprezzare un’offerta piuttosto che un’altra in un periodo vicino o lontano dalla data di partenza.

    5. Quali studi, universitari e non consiglieresti a chi vuole affacciarsi al mestiere del web?

    E qui Andrea tocchiamo un tasto dolente, purtroppo! Il sistema “italiano” di formazione professionale pecca di approssimazione organizzativa e didattica. Il ruolo dell’università è del tutto assente. Non riesco ancora a capire come mai le lauree in economia non prevedono dei corsi sul web marketing così come i corsi di ingegneria non prevedono lo studio dei linguaggio avanzati di programmazione per il web e infine i corsi di lingua non dedicano ampio spazio al web writing. Sbaglio? Penso di no! Argomenti fondamentali in un mercato digitale globalizzato. Tutto poi viene demandato ai Master e ai corsi di formazione post-laurea. Altri soldi e altre spese per le famiglie. Consiglio a chi vuole lavorare sul web di scegliere un corso di formazione che abbia sulla rete una reale valenza e che fornisca chiari percorsi formativi soprattutto accompagnati da un percorso post-corso. Un ulteriore consiglio, specializzarsi su uno specifico argomento e rimanere sempre aggiornati utilizzando la rete. Leggere i vari forum di settore, partecipare alle discussioni, testare varie soluzione e mettere in conto che chi vuole lavorare per il web deve essere in perpetua formazione.

    6. L’avvento di foursquare, i cui dati sono in crescita esponenziale, facebook places e la competizione con diaspora (joindiaspora.com), che mira a competere sul piano privacy, come cambieranno il mercato del social travelling? In particolare, quali idee possono essere sfruttate dalle strutture ricettive sul social che verrà?

    Le strutture ricettive possono e devono utilizzare i social media per conversare con la propria clientela, ascoltare e comunicare. Un utilizzo auto referenziale e meramente commerciale di questi servizi produce un effetto opposto. Il marketing della conversazione e il marketing del passaparola sono gli elementi fondamentali in una strategia di social media e su questo devono concentrarsi gli sforzi. Il mondo del turismo sta giovando e potrà ancor di più giovare di questi servizi nel momento in cui riuscirà a capire che i prodotti turistici hanno necessità di essere valorizzati, migliorati e ampliati con l’interazione diretta con il viaggiatore. Un appunto. Si parla ultimamente di Diaspora come l’anti Facebook. Aspettiamo che il servizio venga lanciato per dare un giudizio sulle sue potenzialità ma già da ora mi viene difficile pensare che possa competere con Facebook utilizzando solo la privacy come elemento di differenziazione.

    7. Ricordando l’episodio del video tristemente virale che ritrae una ragazza che butta dei cuccioli in un fiume, in molte notizie si è letto che gli utenti condividendo il filmato hanno permesso di scoprire l’autrice del vile gesto. Essendo quindi il web un deposito di informazioni, anche personali, quali sono i tuoi suggerimenti per creare un brand di successo senza che questo possa ritorcersi contro? –Sia esso legato ad una persona o all’azienda

    Creare un personal brand o un brand in generale è lavoro lungo e faticoso. Bisogna innanzitutto avere le idee chiare sul messaggio da veicolare ed essere soprattutto eticamente corretti. L’etica, la professionalità, la trasparenza, la qualità, la chiarezza, la collaborazione sono valori imprescindibili che ogni brand dovrebbe incarnare e comunicare all’esterno. Non esiste alcuna pubblicità che possa ingannare l’utente nel tempo dopo che ha provato il prodotto/servizio e si sia fatta la sua personale interpretazione. Lasciamo che il consumatore ci indichi dove sbagliamo e ci consigli su come migliorare. Fondamentale è ascoltare e come indica una famosa tesi del Cluetrain Manifest capire che il mercato è conversazione e non solo conversioni.

    Arturo Salerno professionista del web fin dal lontano 1999 oggi si occupa di web marketing e promozione sul web. Membro ufficiale del progetto WTMWeb Travel Marketing opera come libero professionista nell’ambito della consulenza in web marketing turistico e formazione web marketing. Si definisce come un “giovane volenteroso” e scrive articoli e approfondimenti di settore sul suo blog personale arturosalerno.com.

    http://www.arturosalerno.com/

  3. Nuovo Strumento per le parole chiave di Google

    aprile 16, 2010 by Andrea Infusino

    Vedo ora online la versione beta del nuovo Strumento per le parole chiave di Google, che mi colpisce per il look non solo migliorato rispetto al precedente ma in linea con l’area SEM di Google (ah, ci saranno presto aggiornamenti anche per AdSense in tal senso).

    E’ ora possibile fare una scelta più comoda e mirata delle parole chiave di nostro interesse, infatti digitando velocemente due parole chiave abbiamo i risultati in tabella e la possibilità di impostare dei filtri avanzati, che i SEM già conoscono ovvero il matching delle parole chiave (esteso, [esatto] e “frase”) che permette una migliore visione di quelli che sono i canali che vogliamo raggiungere attraverso le nostre parole chiave.

    Inoltre possiamo anche scegliere una profilazione degli utenti: attraverso le opzioni avanzate andiamo quindi a settare Località e Lingue, quindi andare a restringere e targetizzare meglio il nostro bacino d’utenza, statistiche per Cellulari, e sappiamo quanto contino i dispositivi mobili oggigiorno, Idee e idee contenenti le nostre parole chiave, per avere maggiori suggerimenti sull’argomento delle nostre parole chiave, ed infine, ma non meno importante -anzi-, la scelta per Filtro Parola Chiave andando a visualizzare uno o più filtri combinati per Ricerche Mensili / Globali (indicando un minimo o un massimo di volume di ricerca), Concorrenza, Quota Annuncio / Ricerca e CPC -veramente importante-. Inoltre leggendo nella tabella dei risultati delle parole chiave generate possiamo visualizare l‘Insight per quella singola scelta e vedere più approfonditamente l’interesse per quella ricerca, interesse regionale e ricerche emergenti.

    Ed ora, rifatevi gli occhi (oppure provatelo http://bit.ly/deVYqH) :)